Before I die
Una, due, tre, quattro.. conti i mozziconi nel posacenere mentre lo senti tossire in bagno.
La cosa che ti fa più incazzare è che non riesce a rendersi conto di quello che si sta facendo.
Ti avvicini alla stanza e lo guardi dritto negli occhi, lucidi, il naso arrossato. - cazzo, Matt -, gli dici sbottando. Sei freddo, impassibile.
In realtà sei preoccupato da morire, nonostante quella tosse ti svegli di mattina, di notte. Oramai non lo sai più.
- la smetti di fumarti quelle puttanate? - gli dici indicando le sigarette nell'altra stanza. Lui di tutto petto ti guarda in faccia strafottente e si dirige proprio in direzione del tuo dito. Lo vedi sconfitto mentre se ne accende una. L'ennesima.
Sembra un tossico, un tossico di merda.
Come se non bastasse, con tutta indifferenza si getta a peso morto sul divano e accende quella merda di videogioco. Ti chiedi se sia realmente giusto che il tuo migliore amico sia tanto coglione da volersi distruggere in quel modo tanto stronzo.
Poi ti ricordi che senza di lui saresti fritto nelle fiamme, che è l'unico a mantenerti ancora sano di mente.
Hai una cicatrice di un metro che ti divide la faccia e sai per certo che qualcuno là fuori è pronto ad ucciderti in ogni momento. Nonostante questo lui ha deciso di ospitarti senza chiedere niente in cambio. Non ha mai visto un soldo da te, quel poveretto. Cosa cazzo avrà nel cervello?
Ti siedi accanto a lui mentre scarti l'ennesima barretta. Non te ne importa più un cazzo dei valori sballati del tuo sangue, del diabete, della carie. Potresti morire in qualsiasi momento, hai capito che non vale la pena imputtanarsi in cose del genere.
Poi l'altro abbandona il gioco e si volta verso di te. Allunga la mano, ti accarezza.
Già. Se non ci fosse lui avresti smesso di pensare anche al sesso.
Ti domandi cosa ci trovi in un tipo come te, mentre si avvicina per baciarti e tu ti abbandoni. Ti abbandoni sempre. Sa quello che vuoi, sa come. Non gli hai mai chiesto niente, di punto in bianco vi siete ritrovati a letto insieme. Come fosse la cosa più naturale al mondo.
Ti ritornano in mente le parole di Roger, di quanto fosse innaturale quello che ti aveva visto fare quella volta, mentre per sbaglio apriva la porta della tua stanza senza bussare. Indubbiamente se lo ricorda anche Matt.
Poi torni alla realtà, ed è tutto così confuso, così irrazionale. Dimentichi.
E poi ci sono i baci, le carezze.
Cose che solo lui saprebbe farti, potrebbe farti.
Ti accarezza lungo la linea della tua schiena e tu lo lasci fare. Non sai quello che potrà capitarvi, lo immagini. Ma vuoi non saperlo. E cerchi di godere appieno di tutti i momenti che vi vedono assieme, perché ultimamente sono davvero pochi.
Lasci scivolare la lingua lentamente sulle sue labbra, mentre ti fai spazio tra le righe della sua maglia. Lo vuoi. Ti vuole.
Ti abbandona per qualche secondo mentre ti alza piano e fa cenno di andare in camera. Certe volte sembra che sia tutta una gran presa per il culo e quasi ti scappa da ridere. Ma la sua faccia è seria, serissima.
Ti accompagna nella stanza adagiandoti sul materasso, mentre si fa spazio su di te, spingendoti lentamente.
Ti guarda, gli occhi verdi trafiggono i tuoi azzurri. In quei momenti vorresti essere suo e soltanto suo. Sai che è tutto così stupido che verrebbe voglia di mandare tutto a puttane, ma semplicemente non puoi. Non vuoi.
Abile, più di te, slaccia le stringhe di quei pantaloni di pelle così stretti. E tu resti nudo. Nudo sotto di lui che ti osserva eccitato da morire. Ti tocca piano e a quel tocco gemi.
Lo chiami, lo invochi.
Ti afferra e ti masturba, e tu godi, godi da morire.
Chiudi gli occhi, ti lasci fare, ti lasci giocare. Piano gli sbottoni i jeans, cali la mano tra i boxer. Ce l'ha dannatamente duro.
Lui quasi ti sorride, arrossisce un po'. Deglutisce. Lasci che la pelle scorra attorno alle tue dita, mentre con decisione le spinte della sua mano si fanno più veloci.
E' un giro di sensazioni che si susseguono, piacere, calore. Poi lui ti lascia, torna a baciarti, a curarti. Vorresti averlo con te, in te. Per sempre.
Un attimo, un altro. Ti afferra i polpacci, inerzia. Divarichi le gambe e lasci all'altro di fare tutto quello che vuole. Vuoi che faccia ciò che vuole con te. In quel momento.
Stringi le lenzuola con tutto te stesso, e lui entra piano, diretto. Ansimi, ansima.
Una spinta. Un’altra. Cominci a gemere inerte mentre l'altro continua a toccarti, a masturbarti.
Non capite più niente. Tu, lui.
Spingi verso di lui, ancora e ancora. Non vuoi altro, non chiedi altro. Lo travolgi, ti penetra.
Ha gli occhi verdi, Matt. Sono così belli quando ti guardano con quell’innocenza del tutto inusuale. Per la situazione.
Una spinta.
Un’altra.
Un’altra ancora.
Siete uniti. Indistinti.
Poi il sesso finisce, ti bacia la fronte. Lo abbracci.
Se potessi, almeno una volta.. vorresti rimanere così.
Minuti, ore. Anni.
Sentire la morte lontana.
- ti amo, Matt - gli sussurri.
- ti amo anch'io. - lui ti stringe a sè.
Sa perfettamente a ciò che pensi.