 自来也 ••••••• Group: Scrittori & ScrittriciPosts: 1315 Location: Carbonara Status:  | |
| Raiting: verde Genere: drammatico, malinconico, triste Personaggi: L Note: one-shot Silenzio Le campane, le sue campane, suonarono per tutto il giorno. Un rumore assordante che preannunciava ciò che temeva gli riempiva le orecchie e gli impediva di sentire anche la voce di lui. Sapeva che era giunto il momento, era giunto il momento della sua sconfitta, era giunto il momento della sua disfatta, era giunto il momento della sua morte.
Lo sapeva, lo capiva, lo percepiva…non avrebbe mai più potuto stare sotto la pioggia che batteva forte sulla sua faccia, che lo faceva sentire quasi onnipotente, che lo faceva sentire umano…molto umano…troppo umano.
L’artefice della sua disfatta, il suo assassino, il suo peggior nemico gli era accanto…lui lo sapeva, ne era convinto…ma faceva finta di nulla, forse perché non c’era ancora arrivato? Forse perché non era abbastanza intelligente da capire che il mostro gli stava accanto? No, lui lo sapeva…lui l’aveva sempre saputo…lui continuava a saperlo, ma continuava a dirsi, continuava ad illudersi che non era vero, che, per la prima volta nella sua vita, aveva sbagliato…povero illuso.Perché l’hai fatto? Forse non avevi abbastanza prove? Forse le percentuali non ti appoggiavano? Forse non ti fidavi abbastanza del tuo intuito? No. Il carnefice era diventato il tuo migliore amico…l’unico vero amico che tu abbia mai avuto!
Avresti tanto voluto sbagliarti, ma le campane che rimbombavano nella tua testa ti annunciavano la fine…la tua ora era giunta e il tuo unico vero grande amico sarebbe stato il mittente della tua morte.“È così triste…tra poco dovremo dirci addio L’acqua gocciolava ancora dai suoi capelli, ma lui non ci badava.“Lascia almeno che ripari al mio errore” A quale errore ti riferivi, amico mio? Un semplice raffreddore non è un errore. L’avevi già capito, vero? L’avresti pagata cara la tua indulgenza. Ma non ti importava…volevi salvarlo, volevi redimerlo…l’unico vero grande amico che tu abbia mai avuto.L’ora era quasi arrivata, era giunto il momento di svelare il suo piano e di provocare l’ira dello shinigami.Una strana tranquillità pervadeva tutto te stesso, una tranquillità innaturale…marmorea ti accompagnava verso il patibolo, verso il tuo assassino.Improvvisamente un lampo squarciò il cielo e andò via la luce.L’avevi capito, ma ti mostravi comunque sorpreso…“Watari, Watari…” Speravi che ti rispondesse, ma il suo nome era stato scritto prima del tuo sul Death Note.Tutti i dati che aveva raccolto fino ad allora furono cancellati dall’ultimo gesto di Watari che si contorceva richiamando le sue ultime forze, finche riuscì a premere quel dannato pulsante per poi accasciarsi al suolo senza vita.“…nell’eventualità che gli fosse accaduto qualcosa” Quelle parole tuonarono come i fulmini della tempesta che si era scatenata fuori dal quartier generale, erano amare e doloranti…non pensavi che il destino avrebbe preteso anche il suo tributo, credevi che il tuo sacrificio sarebbe bastato per placare la sete di sangue del dio della Morte…ma ti sei sbagliato un’altra volta.“Dov’è lo shinigami?” Hai capito subito, era arrivato il tuo turno…ma non sembrava avessi paura. Cosa pensavi in quel momento, amico mio? Cosa avresti fatto? La tua ora rintoccava inesorabile…era arrivato il tuo turno. Rem scriveva come impazzita il suo nome sul Death Note, sapeva che questo le avrebbe portato via la vita, ma per la sua Misa avrebbe fatto questo ed altro.Ecco, la shinigami ha finito di scrivere il tuo nome…ora ti restano solo 40 secondi di vita…39…38…37…“Ascoltate, lo shiniga…” Eccolo, lo senti…è arrivato il tuo momento, è arrivato il tuo turno, è arrivata la tua fine…
Ti abbandoni alla morte, finalmente è arrivata…tu la aspettavi e, alla fine è arrivata, eccola…è così vicina che riesci quasi a toccarla…è lì.
Il cucchiaino ti scivola dalle mani, non hai più forza…non riesci a tenerlo in mano e perciò lo lasci cadere…un gesto che è durato solo un secondo che a te è sembrato durare una vita, la vita che ora ti scivolava via dalle mani come quel cucchiaino.
Non riesci più nemmeno a stare seduto nella tua assurda solita posizione…piano piano cominci a cadere di lato, mentre vedi la tua vita uscire pian piano…la morte l’ha fata prigioniera.
Era come te l’eri immaginata, ti senti più pesante, non ti importa più niente, vuoi solo chiudere gli occhi e sperare che sia solo un sogno, svegliarti in un sussulto…sopra una poltrona con uno schermo acceso davanti a te…come se ti fossi nuovamente addormentato per il troppo lavoro…ma tu sentivi che non era un sogno, la realtà è molto più dura e ora tu ne sentivi il peso…era come te l’eri immaginata…la tua morte.
Finalmente stai per toccare il suolo, finalmente stai per abbandonarti ad un sogno che non hai mai sognato, finalmente stai per chiudere gli occhi e lasciarti andare per sempre.
No…arriva lui, ti afferra per evitare che ti faccia male e finalmente lo guardi negli occhi.
Le tue campane suonano più forte, suonano così forte che sovrastano le domande preoccupare che coloro che ti stanno accanto ti rivolgono: “Che cos’hai, Ryuzaki?” lo senti a malapena, quasi non te ne accorgi.
Le tue campane fanno da colonna sonora al film della tua vita, che passa veloce negli occhi di lui…lui che ti tiene stretto e che ti guarda negli occhi…leggi la sorpresa nei suoi occhi, non se l’aspettava e un barlume di speranza affiora nel tuo cuore…forse ti sei sbagliato, forse lui non è chi tu credevi che fosse, forse era davvero innocente…volevi sorridere, chiedergli scusa e abbracciarlo come si fa con i vecchi amici…finalmente avevi la tua conferma, finalmente potevi morire felice, potevi morire col sorriso sulle labbra…il tuo unico grande amico non ti aveva tradito, volevi sorridergli per fargli capire che ora gli credevi…Nell’altra stanza la shinigami moriva senza alcun rimpianto, aveva salvato la sua Misa donando in cambio la sua vita…poteva morire più che soddisfatta.Non sei riuscito a sorridergli perché un altro sorriso aveva preso il posto di quello che tu volevi rivolgere al tuo amico…un ghigno di scherno e di vittoria si era pian piano allargato sul volto di colui che ritenevi tuo amico.
Tutto si fece più chiaro…eri finalmente riuscito a risolvere il caso più importante e difficile della tua breve esistenza…avevi finalmente capito tutto.
I tuoi ricordi continuavano a scorrere veloci con le tue campane come sottofondo, mentre una luce più chiara zittiva e fermava tutto e si concentrava sul ghigno malvagio che Light esibiva senza paura, convinto della tua disfatta.
Non sentivi più nulla, non vedevi più nulla…vedevi solo il tuo più acerrimo nemico troneggiare sulla sconfitta che ti è costata la vita…hai perso tutto, amico mio, ma, dopo un piccolo momento di incredulità e stupore, hai capito che tu l’avevi sempre saputo…l’avevi già capito da tempo.
Lo stupore ora è nei tuoi occhi, uno stupore che non pensavi avresti mai provato...è così ingiusto! Avevi lottato tanto per la giustizia e ora lei ti ringraziava facendoti morire tra le braccia del tuo peggior nemico, che troneggia beffardo sopra di te.
Ora non ti importa più…è passato tutto, non ti importa più sapere chi è Kira…non ti importa più sapere se Light è innocente…non ti importa più sapere se quella maledettissima “regola dei 13 giorni” è vera…ora è giunto il momento di abbandonarsi definitivamente.
I tuoi occhi pian piano si chiudono su un mondo che non ha saputo apprezzarti fino in fondo…piano piano senti la poca vita che ti è rimasta scivolarti via dalle mani…dalle dita, non ti importa più afferrarla per continuare a combattere…vuoi solo riposarti…vuoi solo porre fine alle tue sofferenze…vuoi solo morire.
È tutto finito…la morte ti ha portato via…ora rimani lì, disteso su un freddo pavimento…privo di vita…SilenzioEdited by Jiraiya-Chan - 30/7/2009, 16:00  Mamma, sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho bevuto una Sprite. Mi son sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "Il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra così lontana... Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "Questa ragazza non ce la farà". Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, di a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... La mia respirazione si fa sempre piu debole e incomincio ad avere veramente paura... Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata... Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo... Ti voglio bene e.... addio. Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva... scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza. Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli... Potresti perdere l'opportunita, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza. Non ti costa nulla: mettilo nella tua firma grazie |