Fanfictions ~ Un mondo di dolci sogni, dove ognuno può vivere e sognare ad occhi aperti

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Alla luce del sole, Long-fic (7 capitoli) LxLight <3 (contenuti yaoi altamente erotici)
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Ispirata al manga: Death Note, di Tsugumi Obha e Takeshi Obata
Genere: Drammatico, erotico, romantico
Personaggi principali: LxLight
Rating: Capitolo 1: v.m 14, capitoli 3-4 v.m 18, capitoli 2-5-6-7 per tutti
Note: YAOI, lemon, ooc, spruzzo di what if


Introduzione Una fanfiction composta da più capitoli, ma non eccessivamente lunga. L e Light vivono la loro storia d'amore in segreto, anche se desidererebbero tanto comportarsi come una normale coppia. La catena che li unisce, Light che non ha i ricordi di Kira, L che mette un po' da parte la ragione per dar retta al cuore...può durare? Fanfiction ad alto contenuto erotico e yaoi ^^

Capitolo 1 (V.M 14)

Avrebbe voluto toccarlo. Avvicinarsi a lui e accarezzargli la guancia. Lievemente.
Così come faceva suo padre quando passava per la cucina e si soffermava a regalare a sua madre un bacio o una sottile carezza. Lui non poteva farlo.
Erano così vicini, a causa di quella catena; ma davanti a tutti dovevano mantenere le distanze. Era ingiusto. Lui desiderava stare con L. anche se avevano accordato di vivere la loro relazione di nascosto, era troppo frustrante sapere che gli bastava allungare la mano per sfiorarlo e non poterlo fare.
Doveva aspettare la sera, quando sarebbero stati soli, nella loro stanza, e finalmente si sarebbero amati.
Però lui non desiderava solo momenti passionali e frenetici. Voleva che si comportassero come una normale coppia. Un lieve bacio sulla fronte, un altro, piccolo, sulle labbra, e poi sfiorargli i capelli morbidi.
Lo guardò, era concentrato sul monitor, una mano portava alla bocca un bignè.
Sospirò. Lui...lui lo amava e desiderava che tutti lo sapessero.
Era così sbagliato? Così anormale?
Chissà gli sguardi degli altri, se lo avessero saputo. Ma Light era stanco di averlo così vicino, eppure lontano migliaia di chilometri.

Il sole aveva già salutato il cielo nella silenziosa promessa che sarebbe tornato il mattino successivo. I due ragazzi erano immersi nella vasca traboccante di schiuma, Light poggiava il capo sul petto di L, gli accarezzava un fianco mentre Ryuzaki gli sfiorava i capelli castani, lisci. Non parlavano.
Light sollevò la testa e incatenò gli occhi ai suoi. Si guardarono a lungo, scrutando ogni sfumatura del viso dell'altro.
Light lo baciò. Quel bacio casto e timido che desiderava donargli durante il giorno.
L accentuò la presa sui suoi capelli e lo spinse ad andare oltre quel contatto etereo.
Fece scivolare la lingua in quelle labbra candide che tanto adorava e a cui si sarebbe incollato per sempre.
Si sistemò meglio sul corpo del ragazzo, magro ma non fragile, aprì di più la bocca e lo baciò con passione, ma lentamente, per assaporare ogni movimento della sua lingua.
Gemette. Le mani di Ryuzaki erano andate a tastare i suoi pettorali, l'addome, le gambe.
Sorrise, mentre i fremiti lo scuotevano. Scese con le labbra sul collo di Ryuzaki, mordicchiò la sua pelle bianca, lo sentì ansimare aggrappandosi alle sue cosce.
Stava benissimo, Light. Era quello il suo posto, l'abbraccio di L era ciò che gli occorreva per sentirsi completo.
Ryuzaki gli sfiorò il viso e lo coprì di piccoli baci sulle guance, sulla fronte, sulle palpebre e sul mento.
“Usciamo...” mormorò sulle sue labbra. “Perchè?” si stupì di riuscire ancora a parlare. Era totalmente perso in lui, e in quella stanza vi era un profumo così intenso da stordirlo. “L'acqua sta diventando fredda...” In effetti, cominciava a tremare. Light lo abbracciò e lo baciò. “D'accordo...” Uscì dalla vasca e si legò un asciugamano attorno alla vita; poi ne prese un altro, più grande, e invitò Ryuzaki ad alzarsi. Lo avvolse interamente, lasciando solo il viso scoperto. Gli accarezzò le guance, e lo baciò di nuovo.
L circondò il suo collo con le braccia, gli disegnò piccoli cerchi sulla pelle liscia e bagnata, tremando stavolta di desiderio.
Sempre con le labbra unite, arrancarono verso il letto e Light lo fece distendere sotto di sé. Arrotolò una ciocca dei capelli neri e fradici di Ryuzaki attorno un dito, poi quel dito passò sulla fronte, sul naso e sulle labbra del detective.
La catena era gelida, i corpi caldi e dolci. Il profumo di cioccolato e fragole di Ryuzaki interagiva con quello del bagno-schiuma creando una fragranza che Light respirò a pieni polmoni. Gli strofinò i capelli disordinati e si smarrì in tenere carezze sul viso del detective. Tirò fuori un braccio dal grosso asciugamano bianco, posò un bacio su ogni suo polpastrello, sul palmo, sul polso. Continuò nella sua delicata operazione, scoprendo la pelle d'avorio del suo amante e ogni volta dedicando sensuali attenzioni ai lembi di carne esposti al suo sguardo.
Baciò il collo, la clavicola e giù, sullo sterno, solleticò il capezzolo col naso, lo baciò con dolcezza, trattandolo come una pietra preziosa, un qualcosa di estremamente raro e dall'enorme valore. I suoi baci proseguirono sul ventre piatto, sempre più teso, L si lasciava andare a sospiri di mera voluttà, adorando le labbra di Light che come leggerissimi petali si posavano sulla sua pelle. I baci erano accompagnati dalle dita di Light che si muovevano sulle braccia e sui fianchi di L, come stessero viaggiando su un pianoforte, e suonavano con tanta passione da comporre una vera melodia su quel corpo minuto che lo attraeva da morire. Piccoli baci intorno all'ombelico, carezze sulle gambe.
“L-Light...” gli piaceva da impazzire quel rantolo rauco, gli piaceva rendersi conto che era proprio lui a ridurlo così, tremante, alla sua mercè.
Cercò ancora le sue labbra, le trovò umide, L agguantò la sua nuca e con l'altra mano slegò l'asciugamano ancora attorno alla sua vita. I due corpi, ora completamente nudi, si strofinarono, si incastrarono, il colorito ambrato di Light con l'algido candore di L.
I baci erano sempre più sfacciati, i respiri affannosi, le carezze smaliziate.
L gli accarezzava la schiena; il suo corpo era pulito e levigato, morbido, così tiepido e da quel profumo che non poteva smettere di amare.
Erano due corpi avvinghiati, privi di pudore o paura, che si attorcigliavano sul letto, disfavano le lenzuola e la catena tintinnava, ma loro non udivano nulla, se non i reciproci gemiti e gli ansimi rochi.
La bocca di Light era piena di lui, e non poteva credere di volerne ancora. Non poteva più resistere. Lo voleva, lo voleva intorno a sé, a scaldarlo con il suo ardente antro.
Lo prese. Continuò a baciarlo, con foga, ora dentro di lui, pieno di un calore che conosceva già e che gli faceva dimenticare totalmente di avere un cervello pensante.
L sembrava così piccolo fra le sue braccia, gemeva senza ritegno riempendogli le orecchie di un suono afrodisiaco, estasiante.
“Light...” le sue labbra continuavano a mugolare il suo nome.
Light sorrise nel sudore che ricopriva il suo corpo, gli lasciava quel sapore salato e intinto nell'amore che avevano appena consumato, come di consueto in quegli ultimi tempi.

Abbracciati. Stretti, sotto le lenzuola, talmente uniti da essere quasi un unico individuo.
Light sentiva di volergli confessare quello che ultimamente stava provando e logorava un po' la felicità di quei momenti così piacevoli. Aveva però timore che L si sarebbe arrabbiato, o peggio, scansato da lui. Ma voleva essere sincero.
Gli posò un bacio sulla punta del naso.
“Sai, Ryuzaki...”

TO BE CONTINUED...

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Capitolo 2

Gli sfiorava il ventre con le dita, mentre respirava il delicato profulo del suo collo.
“Sai Ryuzaki...” cominciò. “C'è una cosa che vorrei dirti...”
L guardava il soffitto e gli accarezzava i capelli. Erano così morbidi, leggeri...
“Dimmi, Light-kun” Light sorrise un po', nervoso. “Non so come dirtelo però. Temo...che tu possa irritarti” Lo guardò negli occhi. Ryuzaki era leggermente stupito.
“Non devi avere paura. Avanti, dimmi...”
Light rifletté per alcuni secondi. Sorrise e accostò le labbra sulle guance dell'altro, poi lo baciò sul naso. “Questa cosa...mi piacerebbe tanto farla...di giorno” La mano si attardò sul suo viso e lo accarezzò. “Anche questa...” Intrecciò le dita alle sue. “E questa”
L non replicò. Per Light era straziante, il silenzio, e cercò di giustificare le sue affermazioni. “Io...io lo so che non è corretto. Però...però, anche se da un lato è eccitante, dall'altro è doloroso il pensiero di poter...fare tutto questo unicamente quando siamo soli. Per me...fare l'amore con te significa anche semplicemente sfiorarti...” stava vergognosamente arrossendo, ma desiderava aprirgli il suo cuore.
“Io...ti capisco, Light-kun” mormorò pianissimo. Si prodigò in carezze sulla sua schiena liscia. Light lo osservava, studiava i suoi lineamenti e attendeva con ansia.
“E anche io...vorrei...fare questo...” gli baciò la fronte “E questo” posò un bacio sulle loro mani unite. Light fu invaso da un calore improvviso.
“R-Ryuzaki...io lo so che non possiamo...”
“Non abbiamo il coraggio, Light-kun. Siamo ancora impegnati a trovare una spiegazione che soddisfi noi stessi, per poter decidere di...insomma, di renderlo pubblico”
Lo strinse forte e appoggiò la guancia sui suoi capelli. Light accentuò la presa sui suoi fianchi. Voleva smarrirsi dentro di lui...cercava di far combaciare ogni centimetro del suo corpo con quello di Ryuzaki.
Respiravano regolarmente, godendo della vicinanza dell'altro.
“Quando...quando riusciremo a capacitarci che è tutto reale...che non è solo una fantasia...potremo fare anche questo”
Sigillò le sue labbra con un bacio, piccolo, e poi cominciò a dargli una serie di baci simili, scattosi, come timbri che si stampavano su quelle labbra ribadendone la proprietà. Light gli circolò il collo con le braccia, le mani nei capelli, la lingua che come una furia si mosse in cerca di quella di Ryuzaki, e l'avvolse con la sua saliva, la solleticò col suo respiro.
“L-Light...” gemette. “Q-questo non penso lo faremo mai...” sussurrò arrossendo.
Light rise e si distese al suo fianco, avvertendo la freschezza del copri-materasso.
“Siamo...una coppia, Ryuzaki. A volte mi sembra un sogno. Ma è vero, e quando me ne rendo conto mi sento così...felice. Io sarei prontissimo a...sfiorarti la mano o il viso, di tanto in tanto. Perchè...due persone che stanno insieme sono felicissime grazie a questi gesti...blandi e minimi, ma enormemente significativi. Capisci, Ryuzaki?”
Ryuzaki guardò il suo viso, sereno, le sue braccia allargate sul materasso, la catena che li legava. “Sì...capisco” “E' tutto reale, Ryuzaki” Si allungò per afferrarlo e abbracciarlo, era totalmente rilassato, non aveva affatto paura di dimostrare ciò che provava, ciò che lui e Ryuzaki erano diventati.
Ora era L ad essere sopra Light, le mani sul suo petto. Light chiuse gli occhi, era incredibile come adorasse il contatto di Ryuzaki su di lui.
Scivolò nel sonno con un dolce sorriso sulle labbra.


Di tanto in tanto, L lanciava occhiate a Light che tranquillamente sfogliava dei fascicoli.
“E' troppo sospetto che Higuchi abbia confessato di essere Kira. Non può essere così semplice” rifletté ad alta voce il castano. “Tu che ne pensi Ryuzaki?”
Il cuore di L si smarrì in un tonfo. Aveva quasi accantonato i suoi sospetti su Light. Il suo Light...era ancora così convinto che fosse Kira? In quel periodo le indagini procedevano a stento, e gli avvenimenti che li avevano catturati nel vortice della passione avevano come oscurato tutte le sue certezze. Adesso il pensiero che Light e Kira fossero la stessa persona lo riempiva di un dolore acuto e lancinante dal primo capelli fino all'ultimo atomo del suo dito mignolo.
“Higuchi/Kira? No, non ci credo. Però...se Kira può passare agli altri il suo potere...può anche darsi che Higuchi sia un semplice burattino nelle sue mani. Kira è malvagio, ma agisce con una lucidità e con una precisione sorprendenti. Il fine di Kira non è appropriarsi di ricchezze o altri beni materiali. Kira vuole governare il mondo esattamente come farebbe una divinità, vuole incutere timore, vuole essere venerato. Higuchi è un uomo di livello troppo basso e dagli obiettivi fin troppo comuni per poter essere Kira. Se Higuchi fosse Kira...credo che ne rimarrei deluso. Tutti questi mesi a indagare e a formulare ipotesi nonché tattiche così macchinose...e poi scoprire che il nostro nemico è un idiota simile. Quantomeno, vorrei che il nostro rivale sia qualcuno dalla mente raffinata e geniale” spiegò, fissando la fetta di torta al cioccolato davanti a sé, col pollice premuto sul labbro superiore.
“Adesso ti metti a lodare Kira, Ryuzaki?!” fece Aizawa col solito tono diffidente.
Ryuzaki esitò prima di ribattere. “Non lo sto lodando. Sto obiettivamente illustrando le sue capacità. Se non fosse un genio, Aizawa, come sarebbe possibile impiegare tantto tempo e tanta fatica per scoprire chi è? Non può essere Higuchi...non posso essere il più grande detective del mondo e utilizzare tutti questi mesi per arrivare a Higuchi”
Light sorrise. La genialità e l'infantilismo di Ryuzaki non si cozzavano, ma l'uno si impregnava dell'altro, e rendevano Ryuzaki il bambino troppo cresciuto, l'uomo dall'aspetto puerile che lo faceva impazzire.
Tornò serio. Voleva...prendergli la mano.
Watari, Aizawa, Ide, Mogi, Matsuda e suo padre. Erano tutti presenti.
La mano gli prudeva. Desiderava...toccarlo.
Gli afferrò la mano. L lo fissò esterrefatto, come se avesse toccato una presa della corrente. Light poteva scorgere le espressioni ancora più allibite degli altri; non si sottrasse, anzi, gli accarezzò il palmo col pollice.
L non sapeva cosa fare. Se fare qualcosa.
“Light...” Matsuda era troppo curioso. “Sì?” Light non smetteva di sorridere a L.
“Ma...” Light gli lasciò la mano. “Continuiamo col lavoro”
Tutti morivano dalla voglia di chiedere, di sapere.
L era arrossito e cercava di tenere a freno l'andamento impazzito del suo cuore felice e rivolto unicamente a Light.

TO BE CONTINUED...

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CAPITOLO 3 [stra-hot]

Ryuzaki uscì dal bagno sfregando i capelli con un asciugamano; indossava il suo leggero pigiama color panna. Light appoggiò sul comodino il libro che stava leggendo.
Avevano deciso di liberarsi dalle manette per farsi una doccia rilassante...perchè tutte le volte che si lavavano insieme, finivano col fare tutto meno che rilassarsi e lavarsi con attenzione...
Ryuzaki si affrettò a richiudere le manette sui polsi di entrambi.
“Hai lavato bene i denti?” fece Light con un sorrisino. L lo guardò di sbieco.
“Guarda che non sono un bambino” Gli occhi dell'altro scivolarono su di lui da capo a piedi. “Lo so bene...” Circondò la sua vita con le braccia stringendolo a sé.
L arrossì. “Light...ma che t'è preso oggi? Quando mi hai...” Alzò la mano e la studiò. Light la prese e accarezzò il palmo. “Mi sembra di avertelo già detto. Io sto con te e non m'importa se gli altri sospettano qualcosa...anzi...” arrossì e lo baciò sulla guancia.
L rifletté sulle sue parole. E su quele che considerava sue certezze.
Non poteva dimenticare le indagini svolte, i ragionamenti complicati che aveva effettuato con meticolosa attenzione...Light era stato Kira. Senza ombra di dubbio. Ora, forse, non lo era più. E dunque, quel killer dov'era finito? Sarebbe tornato a impossessarsi di Light? Il suo...Light? Non voleva pensarci. Ma, se ultimamente Ryuzaki aveva imparato ad ascoltare il suo cuore, non poteva ignorare la sua ragione, che proprio per la sua genialità ed acutezza palpitava forte. Era anche vero che lui...lui amava Light.
Se mai Kira avesse messo le radici nell'animo di Light, rendendolo quel cinico e spietato assassino che l'aveva coinvolto a tal punto, L si sarebbe trovato di fronte al bicio più oscuro e odioso della sua vita. Distruggere Kira, e quindi Light, o tenere in vita Kira, in modo da avere per sé il suo adorato Light.
Ma L era la giustizia. Doveva annientare Kira. Altrimenti...tutti quei mesi, quelle scoperte, quelle tattiche...sarebbero stati uno spreco di forze e tempo.
Quando si era presentato a Light, Ryuzaki era certo di trovarsi di fronte a Kira.
“Io sono L” gli aveva confermato. Era uscito allo scoperto. Non sapeva definire il suo gesto: coraggioso o stupido? L non si considerava certo uno stupido.
Da quel giorno, però, tante cose erano cambiate. Avrebbe potuto immaginare di innamorarsi di Light? E non di un amore silenzioso...un amore che aveva scalpitato tanto da essere consumato più volte con una passione sempre infuocata. Un amore ricambiato. Aveva donato se stesso a Light e Light si era donato a lui.
No, tutto questo non lo aveva programmato.

Ora, era ancora più difficile pensare. Light accarezzava la sua pancia sopra la maglia, le sue labbra posavano dolci baci sull'orecchio e alla base del collo.
Kira. Quello era Kira? L si era lasciato corrompere in quel modo? Oppure...era semplicemente Light?
Sospirò di piacere. Light era totalmente concentrato sul suo collo, il suono dei suoi baci era una melodia che portava L a gemere con il sorriso sulle labbra. Posò le mani sulle sue e lo invitò a esplorarlo sotto la maglia, avvertì la contentezza di Light nel sapere di avere libero accesso al suo corpo.
Voltò il capo e incontrò le sue labbra umide; si sciolsero in un bacio lento e colmo d'amore, le lingue si arrotolarono, la saliva si mischiò. Era frenetico.
L si girò interamente, e mentre le mani di Light sfioravano i fianchi, le sue si infilarono tra i capelli lisci e chiari di lui e si spingeva contro il suo bacino, la lingua straripava nella sua bocca calda.
Light sollevò la maglia, tastò il suo ventre, salì ancora sul petto. La sua pelle tiepida e morbida lo eccitava, lo inebriava. Gli tolse l'indumento, quasi senza interrompere il bacio. Si separarono, erano quasi senza ossigeno. Ansimando, Light sorrise. Lo baciò sul naso. Poi ripartìì alla scoperta del suo amante, baciandogli la gola. Era tutto talmente soave;
L chiuse gli occhi e distese le braccia. La lingua di Light piombò sul suo capezzolo, lo succhiò dolcemente, lo mordicchiò e lo inumidì. Rivolse all'altro lo stesso trattamento, lo ridisegnò e lo baciò. L profumava di sapone. Baciò ogni centimetro del suo corpo, sulla pancia, adorava baciare quella carne candida, liscia, dolce...
L'eccitazione di L era turgida, eretta. Light la sfiorò sopra i pantaloni, baciò l'inguine e i suoi gemiti lo fecero impazzire. Sfilò i pantaloni, riempì di baci l'interno coscia del suo Ryuzaki e lanciò un'occhiata al suo viso lucido e deformato dal desiderio.
“L...Light...Oddio...” Baciò la punta del suo sesso. L abbandonò la testa sul cuscino, gemendo. Light si dedicò a quell'asta dura, la leccò tutta, assaporò il suo gusto un po' aspro e dolce, succhiò quei lembi di carne bagnata, aiutandosi con le mani.
Sentì le dita di Ryuzaki premere, tremanti, sulla sua nuca, giocando coi suoi capelli, chiedeva di più, voleva morire di piacere, ansimava, la sua gola grattava emettendo ringhi rauchi, respirava pesantemente e muoveva le gambe, si spingeva contro di lui.
Sembrava un animale in gabbia, si dimenava, ma Light sapeva di portarlo sull'orlo dell'oblio, e L gradiva, adorava tutto quello.
“Light!” Era sudato, fuori controllo. L si svuotò nella bocca del suo amante. Ansimava, come avesse appena concluso una maratona. “Sei un bastardo...” disse quasi arrabbiato.
Light rise, sardonico. Si stese al suo fianco, appoggiò il capo sulla mano e lo guardò.
Studiò il suo viso che si stava riprendendo, gli sfiorò i capelli, così folti e corvini. L aprì gli occhi. Il viso di Light, angelico...di angelico quel ragazzo non aveva nulla.
Aggrottò le sopracciglia. “Che hai da ridere?” Notò inoltre che era ancora vestito, mentre lui...beh, lui era l'uomo nudo creato da Dio nel Paradiso Terrestre. E lui poco fa ci era stato davvero, nel Paradiso...
Light lo abbracciò. “Ti adoro, Ryuzaki...” Il suo respiro lo fece rabbrividire.
Lo baciò buttandosi letteralmente sulle sue labbra; quasi stracciò la maglia e i pantaloni. Lo sentì eccitato. “Vuoi stare tu sopra...?” mugolò Light. L si posizionò a cavalcioni su di lui. “Non hai finito il lavoro...”
Con la mano trovò il suo sesso. Bagnato. Iniziò a masturbarlo, prima piano, poi ghignò nel vederlo trattenere il fiato, spalancare la bocca in cui si affrettò a infilare la lingua e accarezzare ogni angolo di quella cavità che poco prima l'aveva condotto a un incredibile orgasmo. Mordicchiò le labbra, le sfiorò con baci sfuggevoli.
Erano entrambi al massimo della sopportazione. L acarezzò interamente il suo sesso prima di posizionarcisi sopra e, con precisione, accoglierlo nella sua apertura.
Light gemette, le mani raggiunsero i fianchi del detective. L buttò la testa indietro, appoggiò i palmi sul materasso per poi rialzarsi e scendere su quella pertica rigida, ardente, pulsanete. Light premeva le dita sulla sua carne, gemeva senza ritegno.
L sentiva il sudore ricoprirgli la fronte, ad ogni spinta ansimava con foga, socchiuse le palpebre per vedere dove fossero le labbra di Light. Ne sentiva la mancanza, e si abbassò per baciarlo di nuovo. Light lo abbracciò senza lasciargli possibilità di divincolarsi.
“Oh...Ryuzaki...” L gli leccò le labbra. “Ti piace...”
Light gemette, e per Ryuzaki su una palese conferma.
Vennero entrambi con un urlo, L macchiò il ventre di Light.
Light lo strinse forte e L si abbandonò a quel caldo abbraccio, baciandogli il collo con delicatezza. Light sorrise, L avvertì un leggero tremolio. Alzò piano il viso e notò con sorpresa che Light stava ridacchiando di gusto.
“Light-kun...cos'è che ti fa ridere?” Light lo guardò a lungo negli occhi, poi lo attirò di nuovo a sé e gli baciò la fronte, ispirando il profumo dei suoi capelli.
“E' stato...fantastico, Ryuzaki”
L era un po' stupito. Eppure il sorriso di Light non svaniva, rimaneva sempre lì, a dargli un'aria infantile, romantica. L si raggomitolò sul suo petto e sospirò piano.
“Light-kun...” “Ryuzaki...”
Si erano chiamati nel medesimo istante. Uno sguardo, lungo, profondo.
Scavare negli occhi dell'altro. L'ambra scura di Light, i cieli bui e notturni di L.
La gola bruciava. Parole, parole che rimasero mute e incastrate nelle loro lingue.
L aprì la bocca e la richiuse subito. Light scostò dal suo viso alcuni ciuffi.
Il suo cuore batteva forte; deglutì, sforzandosi di sorridere.
“Buonanotte Ryuzaki” disse, e L si risistemò su di lui.
“Buonanotte Light-kun” mormorò contro la sue pelle dolce e profumata.
-Ti amo...-
Quelle parole sarebbero volute uscire, ma rimasero sulle labbra e nel loro cuore.
Almeno per quella notte.

TO BE CONTINUED...

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CAPITOLO 4 [stra-hot]

Dovevano essere le sei.
L era già sveglio da tempo, e in quel momento rivolgeva lo sguardo verso la finestra, oltre il vetro per tuffarsi nel cielo chiaro decorato da nuvole sottili.
Di tanto in tanto osservava anche Light, che si muoveva piano nel sonno.
Com'era bello, il suo Light...
Il lenzuolo lasciava scoperta la parte superiore del petto, il respiro era regolare e l'espressione serena. Si stese e lo guardò. Ogni suo particolare, ogni sua fibra...L lo amava, e mai si sarebbe stancato di adorare in silenzio i suoi lineamenti, il suo profumo, le sue labbra all'apparenza innocue ma così demoniache...
Intrecciò una sua piccola ciocca fra le dita. I suoi occhi divennero ancora più scuri, luccicanti. Prese la chiave sul comodino e si liberò dalla manetta.
Si diresse al piccolo frigorifero. Estrasse una vaschetta di fragole, rosse come il peccato, e un tubetto di panna montata. Si leccò le labbra.
Tornò sul letto. Scartò la vaschetta e addentò una fragola.
Quel sapore persistente e frizzante, dolce ma con quel pizzico di acidità che riempiva la lingua di una fresca sensazione...il suo corpo era già sull'attenti, e Ryuzaki optò di non dar retta al cervello che gli urlava l'immensità dell'idiozia che stava per fare.
Aveva ben imparato ad ascoltare solo il suo corpo, i suoi sensi, i suoi desideri.
Prese un'altra fragola, la rigirò tra le dita. Le labbra di Light. Quasi la stessa tonalità di rosso. Si spostò per passare il frutto su quelle labbra. Istintivamente, Light le socchiuse e sospirò. L ripassò ne ripassò il contorno con la lingua. Erano così buone...e continuò più volte a ridipingerle, alternando la fresca fragola al suo muscolo rosato e tiepido.
Sorrise; gli piaceva, quel gioco. Stava...sì...stava per fare l'amore con Light, nonostante questi stesse ancora dormendo.
Mangiò la fragola. Catturò il labbro inferiore di Light e lo succhiò, gustandolo con ogni papilla. Le labbra si diressero poi sul mento, sul collo, mordicchiando e stuzzicando alcuni lembi di carne. Di scatto afferrò il tubetto di panna. L'agitò e l'aprì.
I capezzoli di Light erano duri. Guardò il suo viso e sorrise. Il suo corpo esprimeva ciò che il sonno impediva a Light di mostrare chiaramente.
Ma L sapeva. A Light...piaceva.
Spruzzò un po' di panna su quei bottoncini rosa e si pregustò la speciale colazione.
Leccò intorno al ciuffo di panna. Poi schiuse le labbra sul bianco fiore e succhiò leggermente. Si fece più ardito e spinse la lingua alla ricerca del capezzolo, lo mordicchiò, lo baciò prima di concentrarsi sull'altro.
“R...Ryuzaki...che diavolo...” la voce roca di Light lo eccitò di più.
“Uh...buongiorno Light-kun” mormorò per poi tracciare una scia con la lingua fino all'ombelico. Chiuse gli occhi, avvertì l'erezione elemosinante di Light.
Con le mani solleticò l'addome per andare a posarsi sul membro bagnato.
“T...tocca a te, Ryuzaki...” lo stava sfidando.
Mangiò un'altra fragola. “Ti piace la panna montata, Light-kun?”
“Sì...se me la lecchi via tu...” diabolico.
Allora Ryuzaki ne versò sulla cappella. E lo accolse nella sua bocca.
Lo saggiò e lo leccò con piacere, gemendo all'unisono con Light, socchiudendo gli occhi. Era bellissimo averlo dentro la propria bocca, mentre la mano lo masturbava con calma e la pelle bollente fremeva sotto il suo tocco. La lingua leccò su e giù tutto il suo sesso.
Con la bocca piena di panna e del suo seme, alzò la testa per vedere il viso di Light contorto di piacere, di voglia, i gemiti uscivano incontrollabili.
Altra panna. Fra le sue natiche.
La lingua di L iniziò a lavorare frenetica per ripulirlo, e con gioia di Light si soffermò nel suo piccolo foro già scivoloso e pronto.
“Ryuzaki...Dio...la tua lingua è così umida e calda...”
E L divenne più famelico, aggressivo. Light ansimò, grido.
Si fece spazio anche con le dita, premette per entrare e continuava a lambirlo, a titillare, a saggiare senza tregua. Light quasi svenne tanto era il piacere che lo scioglieva, lo faceva esplodere, e le convulsioni lo attraversavano come scosse elettriche. La saliva si mozzava in gola, le labbra aperte mentre gemeva e strillava.
“Sei pronto, Light-kun...” L moriva dalla voglia di prenderlo.
“Sì...sì...prendimi, Ryuzaki...ti prego...”
Finalmente entrò. Light urlò ma fu zittito dalla lingua di L che, vorace, gli solleticò la gola.
Sembrava un serpente velenoso, un pitone che gettava sostanze nefande dentro di lui.
Light sarebbe stato felice di morire a causa di quel veleno.
Non aveva la minima intenzione di sottrarsi al suo predatore.
Acconsentiva ogni suo gesto, le braccia inermi sul materasso, le dita ancorate al lenzuolo, le labbra attorno alla vita di Ryuzaki, la bocca piena di lui e continuamente vogliosa.
Dentrò di sé...era così turgido, violento, proprio come la sua lingua.
Le spinte rapide, il cuore di Light smarrito da qualche parte nel torace, era troppo felice.
Voleva L per sempre, lo voleva in maniera oscena, impensabile, quasi impossibile credere che lo amasse tanto da desiderarlo più di qualunque altra cosa, e che in quel momento il suo cuore e la sua mente erano occupati unicamente dalla sua immagine.
Sorrise mentre sentiva che stava per venire.
“Ryuzaki!” gridò il suo orgasmo, indicando il solo artefice di tutta quella voluttà, di tutta quell'emozione che gli devastava l'anima e, nonostante i giorni scorressero, non dava segno di diminuire.
L cadde spossato su di lui, lo baciò all'altezza del cuore.
Light riprese fiato, fissando il soffitto e sentendo la guancia morbida di L contro il suo petto. Quelle parole...stavano per sgorgare fuori.
Una cascata, un mare in tempesta, un'onda alimentata dal vento.
Gli afferrò il viso. Aveva paura. La sua voce tremante ne fu la prova.
“Io...io ti amo...” si morse il labbro per evitare di piangere.
Il cuore batteva ancora forte ma era meno pesante. Light seppe di aver fatto la cosa giusta. E il sorriso di L, sincero, il suo abbraccio e il suo bacio lo confermarono.

TO BE CONTINUED...

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Capitolo 5

Two weeks later

Entrarono al quartier generale mano nella mano, mentre dietro di loro Watari sfoggiava un sorrisino contento. L sudava un po', timoroso. Light era perfettamente a suo agio.
Come si aspettava. Gli occhi di tutti erano incollati e sbalorditi sulle loro mani.
Light lo stringeva con forza, voleva avere un contatto con lui, seppur minimo.
Matsuda era arrossito. Soichiro Yagami aveva la mascella contratta.
Ormai era palese. Light, il suo Light. Era omosessuale.
Era già difficile per un genitore (soprattutto per un padre) accettare un'idea simile.
Che Light non si sarebbe sposato. Che non gli avrebbe chiesto consigli per la meta del viaggio di nozze. Che non gli avrebbe regalato un paio di nipotini.
Ma Soichiro non era un uomo ottuso, né ristretto.
Però. Però...Ryuzaki. Possibile che il figlio fosse davvero invaghito di colui che non aveva mai fatto mistero dei suoi sospetti su Light? Che L avesse dimenticato tutto ciò che aveva ideato per dimostrare la colpevolezza di Light?
Era strano. Molto. Troppo strano. D'altro canto, sembrava tutto reale.
Entrambi si accomodarono ai solito posti, si accarezzarono con gli occhi prima di accendere i rispettivi computer.
Watari portò a Ryuzaki una fetta di crostata alla frutta.
Tutti intuivano, tutti, in fondo, sapevano, ma nessuno osava parlare, chiedere chiarimenti.
“Light” Soichiro non voleva più attendere. Light sorrise dentro di sé.
“Sì, papà?”
L'uomo strinse i pugni. “E' da tempo...ormai...che tu e Ryuzaki vi comportate in maniera...bizzarra. Voglio una spiegazione. Sono tuo padre, presumo di averne diritto” Ovviamente non specificò di cosa stesse parlando e Light non sprecò fiato per chiedergli a cosa si riferisse.
Era abbastanza intelligente da comprendere quali fossero le parole più adatte.
“Ma mi sembra abbastanza chiaro”
Gli occhi di L erano fissi sul monitor, in bocca la forchetta con un pezzo di torta.
Tranquillità apparente. Aveva paura, e il cuore batteva anche nelle orecchie.
“C-cosa...” “Papà. Sono cresciuto con parole che hanno voluto insegnarmi la tolleranza e il rispetto. Non vedo cosa ci sia da spiegare” Ma sapeva che il discorso non era finito.
“Light...ma tu e Ryuzaki...”
Girò gli occhi al cielo. “Ho capito. Vuoi proprio sentirmelo dire”
Attirò a sé L afferrandolo per le spalle, e il detective quasi si soffocò.
“Stiamo. Insieme.”
L sospettò di essere diventato viola.
Yagami-san era di granito. E per poco non collassò quando Light stampò le sue labbra su quelle di Ryuzaki.
“LIGHT!!”
Il ragazzo lo guardò serio. “Io...io amo Ryuzaki, papà. Non sai quant'è doloroso dover fare tutto di nascosto, mettere a tacere i propri sentimenti e non poter avvicinarsi alla persona che si ama...io ti vedo, quando dai una carezza alla mamma...e io desidero fare lo stesso con Ryuzaki. L'amore...è amore”
L sentiva la voglia di buttargli le braccia al collo e baciarlo con tutto il suo amore.
“L-Light, io...non immaginavo che tu...insomma, provassi tutto questo...”
Trascorsero almeno due minuti di assoluto silenzio. Imbarazzo.
“Ma...se siete felici...” “Grazie, signor Yagami”
La mano di Ryuzaki raggiunse quella di Light, che lo guardò e mimò con le labbra, senza parlare: “Ti amo”


Kira. Kira era tornato.
Light e Kira. Sì, Kira voleva uccidere. Doveva eliminarlo per diventare Dio.
Ma Light di certo non aveva dimenticato i suoi sentimenti per L. Non si erano affievoliti.
Si amavano con la stessa passione, la stessa foga. Ma il tarlo mordeva e divorava il cuore di Light. Urlava.
Uccidi L...lo stai solo usando per svagarti un po'. Se muore, avrai libero accesso al tuo trono...Dio della Giustizia.
L'idea di perderlo strideva troppo, graffiava l'anima, era un taglio che non si sarebbe cicatrizzato. Era una ferita aperta e sanguinante.

“Ryuzaki...” sussurrò alla sua schiena. Sperava non dormisse. L mugugnò, invitandolo a parlare. “Ti amo...” Puntò un dito sulla sua colonna vertebrale.
“Perchè non me lo dici mai? Se mi dici che non mi ami...ti posso capire...ma se mi ami, perchè non lo dici?” L si girò.
“L-Light-kun...non è che non ti ami...ma è complicato...non posso mentirti. Io sospetto ancora...che tu sia Kira...”
Il cuore di Light crollò prima di ripartire impazzito. Sfiorò il suo labbro inferiore con l'indice. “Ma...tu ami Light Yagami...?” “E se Light Yagami fosse Kira?”
“Quello che hai passato con Light Yagami non conta...? Anche se ci fosse Kira, Light Yagami non cesserebbe di esistere. Ti amerebbe...”
“Light-kun, temo purtroppo che Light Yagami verrebbe sopraffatto da Kira. Non avrei più il mio Light-kun...anche se amassi Light, non potrei amare Kira...non ti avrei più...”
I visi erano così vicini. Gli occhi di L lucido e Light con una morsa nello stomaco.
-Io...avrei mai immaginato tutto questo? No. Dannato. Ti ucciderei, se solo non ti amassi...-
Si baciarono dolcemente, solo il fruscio delle lingue morbide che si incontravano in un abbraccio vellutato e sensuale scandiva il tempo.
-Io ti amo, Light...ma questa volta ho paura. Troppa paura che lui...Kira...ti porti via da me-

Le giornate proseguivano normalmente. Con la scoperta del Death Note e la regola dei tredici giorni, Light e Misa sembravano totalmente innocenti.
L avrebbe voluto tirare un sospiro di sollievo. Ma era così sicuro delle sue idee.
Light era Kira. O sicuramente lo era stato! E in tal caso, era comunque colpevole!
Ma quello Shinigami, Rem...non si sbilanciava, e per quanto L chiedesse, sperando che parlasse, non poteva negare di provare un lieve timore che il Dio della Morte si irritasse.
Spesso si soffermava a guardare Light con occhi immensamente tristi.
-Light...chi è il vincitore di questo gioco?-
Se quella regola fosse stata falsa...il fascicolo su Light Yagami si sarebbe nuovamente spalancato. Ma L era solo. Nessuno poteva più credere all'eventuale colpevolezza di Light, né di Misa Amane.

La testa gli doleva. Watari gli poggiò una mano sulla spalla e gli porse una tazza di the.
Ecco, l'unica persona di cui si fidasse ciecamente. Avrebbe voluto fidarsi ugualmente anche di Light, chiudere gli occhi, cadere sapendo che lui l'avrebbe afferrato in qualunque momento. Guardò il polso.
Già, si era stabilito che non fosse più necessario essere ammanettati.
Perchè Light non era Kira.
No! Strinse le mani tra i capelli. Lo era, lo era!
L non poteva aver preso un granchio così enorme. Il suo unico errore era stato quello di innamorarsi di lui! E la cosa ridicola, stupida, che lo mangiava dentro, era che non poteva farci niente! Lo amava tanto che nemmeno vedere Light uccidere qualcuno con le proprie mani avrebbe cambiato le cose!
Si erano dati troppi baci, troppe carezze, troppi...respiri. Troppe notti d'amore.
Troppi sguardi intensi, da togliere il fiato e la capacità di ragionare. Ed era ancora più assurdo che, pur spremendo tutta la sua razionalità, non potesse fare a meno di desiderare ancora quei momenti con tutto se stesso.
Non ce la faceva. Quella stanza sciabordava di innumerevoli ricordi.
Immagini di lui e Light avvinghiati, vogliosi di godere far godere l'altro lo tormentavano. Doveva uscire.
Uscì velocemente dalla stanza e andò a scontrarsi proprio con lui. Light.
Aveva in mano un sacchetto.
“Ryuzaki! Ho prese delle...brioches. Marmellata di ciliegie” sorrise agitando il sacchetto. L non disse nulla. “Ryuzaki...che c'è?”
Il cuore di Light era rimbazlato in gola. “Vado a prendere un po' d'aria”
“V-vengo con te! Una passeggiata ci...” L lo zittì con un'occhiata.
Lo stava rifacendo. Uccidendo con quegli occhi...occhi che amava, in cui si stava sciogliendo come burro al sole.
Lo stava respingendo, voleva stare da solo.
“Scusami, Light-kun...” Si riscosse. “N-no, no...è tutto ok. D'accordo...”
Volevano piangere. Gettarsi tra le braccia dell'altro e dimenticare tutto, Kira, le indagini, il Death Note...
Ryuzaki si voltò e uscì.
-Io che sono Kira e non merito di toccarti...posso amarti più della mia vita?-

TO BE CONTINUED...

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Capitolo 6

Lo seguì. Voleva vedere le sue reazioni.
L sapeva. Fin dall'inizio. Kira non ne voleva sapere di stare zitto.
-Io sono Light...e ti amo, L! Ma sono Kira...e lui vuole la tua morte”
Camminava a passo spedito, con le mani nelle tasche, il capo chino.
La mente di L lavorava con frenesia, si arrovellava alla ricerca di una soluzione.
Soffriva, soffriva terribilmente.
L'idea di troncare tutto, di lasciarlo, di non poterlo più abbracciare gli sbriciolava il cuore. Osservò il bar dall'altra parte della strada. Un'enorme fetta di torta al cioccolato; quella, gli serviva. Zuccheri che permettessero al cervello di non scoppiare.
Attraversò. Non guardò la strada.

Un tonfo. Il corpo sbattuto lontano.
La gente che si avvicinava, tremante e spaventata.

Corse, pià veloce che poteva. Aveva visto tutto, con orrore, con sgomento.
Digitò veloce sul cellulare. L'ambulanza.
Corse forte, fortissimo. Si gettò su di lui e lo sollevò.
“Ryuzaki...Ryuzaki!!”

Gli occhi sbarrati. Sangue dal labbro inferiore. Ferite ovunque.
Sentiva dolore.
Poi...poi Lui. Le sue braccia forti, i suoi occhi chiari.
Lacrime. Una mano sul suo viso.
“L...Light...”
Lacrime anche sulle sue guance.
“L...Light...sto per...”
“Shhh, non sforzarti...l'ambulanza sta arrivando”
Lo guardò fisso negli occhi.
E tutti, tutto scomparve. C'erano solo loro due. L sentiva una leggera brezza.
“Light...ti amo...”
Il fiato rimase in gola. “H...hai visto...te l'ho detto...”
Kira sghignazzava. Light piangeva e il cuore si fracassava.
“Anche se sei Kira...sei solo il mio Light-kun” “N-no...non lasciarmi Ryuzaki...ti prego...anche io ti amo...”
Sorrise tra le lacrime. “Sei bellissimo...sei ciò che di più bello abbia mai avuto...”
Moriva tra le sue braccia. Il viso di Light era straziato, rigato di lacrime caldissime e salate. “Light...guarda che bel sole...”
Ma Light non riuscì a piantare gli occhi contro la stella accecante.
“Sì...il sole...ti ho detto che ti amo...alla luce del sole...e l'hai fatto anche tu...il nostro desiderio si è avverato...”
Light lo baciò delicatamente sulle labbra. Morbide, soffici.
“Ci rincontreremo, Light...” La fronte contro la sua.
“S...sì...” “Ti...amo...”

Il corpo gelido. Gli occhi serrati. Per sempre.
Light udì la sirena dell'ambulanza.
“Fermi. Fermi! Non c'è più niente da fare...”
Voleva goderselo ancora un po'. Voleva stare da solo con lui. Non voleva separarsene.
Lo abbracciò. Lo baciò ancora, su tutto il viso, lo strinse a sé in un vano tentativo di trasmettergli calore.
Pianse, disperatamente, e ogni lacrima gli infilzò l'anima. Sangue avvelenato, bruciante.
“Ti amerò sempre...”

TO BE CONTINUED...

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CAPITOLO 7

One week later

Mi manchi. Mi manchi tanto.
Voglio venire con te. Abbracciarti e fare di nuovo l'amore.
Gridare al mondo, all'universo quanto ti amo. Vederti sorridere.
Mi manchi. Portami con te.
Kira non smette di ridere. Teme che possa fare qualche sciocchezza.
Come uccidermi.
Ma io sono Light Yagami. Il tuo Light-kun.
Sai che non amerò mai nessun altro.
Sai che non mi importa vivere senza di te.
Ah, è vita senza di te?
No. E' dolore continuo, malvagio. Una fottuta lama intinta nel veleno più ardente che esista.
Kira, vuoi dimostrare la tua divinità?
Il terrazzo. Alto. Si vede tutta Tokyo. Scorgo la strada che ti ha portato via da me.
Kira, spiega le ali. Immortale non sei tu, Kira. Immortali siamo io e il mio Ryuzaki, e il nostro amore svelato alla luce del sole.
Giù. Nessuna barriera, nessun appiglio. Ti vedo. Ti vedo, amore.
Sorridi, prendimi. Anche lì, nel nulla, urleremo il nostro amore.


Oggi non c'è il sole. Ma voglio gridarlo lo stesso. Ti amo.
Il sole, da qualche parte, ci sentirà. Sorriderà anche lui.
E io vengo da te.



Light...vedi com'è bello il sole? Ti amo.

La stella sorride.

FINE


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