b>Ho provato tempo fa a scrivere una fan fiction, non ci so proprio fare però ho voluto fare una prova.
Fatemi Sapere cosa ne pensate.Parla di LOGAN E VERONICA.
Primo capitoloTitolo: Non voglio perdere anche lei.-Disturbo?
- mmmm, si, direi proprio di si, non vedi che sono impegnato?
- Non potresti smettere un secondo, e magari degnarmi della tua preziosa attenzione?
- Fammi pensare…. NO, ho cose più importanti da fare.
- Da quando giocare ai videogiochi come un ragazzino di 10 anni, può ritenersi qualcosa di importante?
- Scusa se mi permetto, ma da quando Veronica Mars, ha il permesso di venire qui, rompermi le palle, e pretendere di conseguenza la mia attenzione?
- Non fare il cretino, Logan.
- Scusami MISS-so-tutto-io, Logan echols è un cretino. Non ricordi? l’hai detto tu stessa.
- Dimmi solo se c’è Duncan-
-no, il tuo dolce fidanzato perfetto non c’è. Prova a cercarlo al “Vattene-da-qui,” in fondo alla strada.
- Grazie, molto gentile, come sempre.
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Logan echols, il viziato e arrogante ragazzino di Neptune, con il suo dolce viso abbastanza frustrato, era seduto sul divano mentre ripensava a ciò che era accaduto pochi secondi prima. Lei, Veronica , era venuta nella sua camera d’albergo, però al contrario dell’anno scorso non era lì per lui, non voleva luì, bensì il suo migliore amico. Del resto Tutto si sarebbe aspettato dalla sua insignificante vita, tranne star male per Veronica Mars.
Veronica Mars? All’inizio la riteneva addirittura una cosa assurda, bella ma strana, in fondo … erano passati dalla fase dei NOI -4-AMICI-INSEPARABILI, a quella del TI-ODIO(dopo la morte di Lilly), per poi arrivare ad una storia d’amore?
È si, Chi si immaginava che adesso proprio lui, il più grande e stupido 09 in persona, sarebbe rimasto lì, su un divano per lo più molto scomodo, a deprimersi per una storia ormai frantumata. Bè in effetti , non era un caso se veniva considerato un RAGAZZO-PROBLEMATICO. Insomma, La sua vita, non era la più invidiabile e amorevole del mondo. Questa infatti, è proprio la dimostrazione che la felicità non si compra, non si trova nei soldi e non si regala. È uno di quei casi in cui essere il figlio di un famoso attore hollywoodiano non è proprio il massimo, oltretutto se è proprio lui stesso la causa primaria della tua ripetitiva infelicità. In poche parole, Logan echols, non ha trascorso un infanzia piacevole, mentre affogava nel lusso sfrenato della sua vita, la parte fondamentale della sua esistenza, non era del tutto presente. Il padre ad esempio, riusciva molto bene nel suo intento di terrorizzare il figlio con punizioni alquanto severe, nasi rotti e bruciature di sigaretta. La madre, per nascondere ciò che era l’evidenza, preferiva far finta di niente ubriacandosi, mentre la sorellastra, bè lei era troppo occupata a seguire le orme del padre, senza nessun risultato. Insomma quel che si dice, l’amore per la famiglia.
Diciamo quindi che la maschera che si era perfettamente costruito era semplicemente uno scudo per non far sapere a tutto il mondo la verità e la sofferenza che aveva accumulato nel corso degli anni. Tanto per intenderci, Quel sorrisetto invidiabile , da far venir i nervi, e quelle battute fastidiosamente sarcastiche che era solito usare, erano soltanto la barriera più efficace per nascondere una tale insicurezza e fragilità. Per non parlare dell’atteggiamento scontroso che adottava, bè, un modo geniale per tenere alla larga le persone, dato che, quelle che avevano popolato la sua vita causavano sempre innumerevoli sofferenze. Tipo Il suicido della madre, il padre alquanto psicopatico tanto da uccidere la sua stessa ragazza, e come se non bastasse provarci anche con la seconda. Dopo certe circostanze è abbastanza difficile aprire di nuovo il tuo cuore e dare fiducia ad altre persone, e pure lui c’era riuscito con Lilly, e poi ancora con Veronica, due ragazze molto diverse ma che avevano una cosa in comune, apparte l’amicizia reciproca, lui aveva perso entrambe, in maniera diversa ma comunque dolorosa.
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Una ventata d’aria, seguita da uno strano rumore lo riportò finalmente alla realtà, dopo questo strano flashback e dopo aver riconsiderato tutti i punti della sua vita, e della sua rottura con veronica, si accorse finalmente che un vaso di fiori si era appena frantumato sotto i suoi occhi, lasciando pezzi di coccio per tutto il salone, mille pezzettini sparsi qua e là, proprio come il suo cuore, letteralmente a pezzi. Non gli andava di pulire, non aveva assolutamente voglia, in fondo le cameriere esistono per quello, questi erano gli insegnamenti del saggio Aaron echols. Si diresse in fretta verso la camera, prese tra le dita il telefono e compose un numero velocemente, 345673423.
“ Pronto? Chi è?”- disse una voce femminile e tutt’altro che elegante.
“Kendall? Vieni, penso di avere voglia di qualcosa, non so precisamente che cosa, ma forse questo potresti dirmelo tu, che dici?”- rispose
“ Senti tesoro, se pensi veramente di usarmi in questo modo ti stai sbagliando, non puoi chiamarmi quando ti fa comodo” -
“ ti aspetto” disse in fine riagganciando. Tanto sapeva che sarebbe venuta, lei era,abbastanza “facile”, per scopi ben precisi come i soldi. E che c’è di meglio di un accalappia-uomini-ricchi, come ripiego alle proprie sofferenze?
Secondo capitolo Titolo: La partenzaErano le 15,30 del pomeriggio, era seduto sul divano che guardava la tv, per modo di dire, in pratica cambiava immediatamente canale e con la stessa velocità si strafogava di gelato , insieme a quello che poteva essere chiamato amico, Duncan. Stavano entrambi aspettando veronica, anche se duncan non era affatto consapevole della cosa, dato che era la sua ragazza e non più quella di Logan.
-“ ehi, sono arrivata! Scusate sono nella stanza giusta? O sono appena entrata in uno di quei film, dove le coppie depresse si ingozzano di gelato davanti alla tv? – disse veronica, ridendo come sempre.
-“Direi che la coppia depressa siete voi 2, che succede tensioni, tradimenti? È signorina Mars?” – rispose Logan, con un accenno di sorriso.
-“ Duncan c’è qualcosa che vuoi dirmi?”
-“in realtà si , dovrei parlarti in privato, andiamo?”
-“Ok andiamo”
Si diressero a passi veloci fuori dalla porta, Duncan si irrigidì all’istante e cominciò a pronunciare parole senza senso, poi prendendo coraggio rivelò che doveva assentarsi dalla città per un tempo indeterminato, perché sua madre voleva andarsene da casa dopo il litigio con suo marito e voleva che Duncan la seguisse, o meglio lo pretendeva. Veronica cercò di fargli coraggio, gli disse che non importava e che se il loro amore aveva superato tali ostacoli in passato, la distanza non poteva che rafforzarlo. Mentre diceva che tra di loro scorreva del vero amore e pronunciava parole dolci e rassicuranti, la sua espressione tradiva sfacciatamente le sue parole . Si sentiva tutto tranne che sicura , anzi era sicura dell’esatto contrario, non poteva durare , quello non era vero amore. Lei era soltanto affezionata a quel ragazzo e ne era del tutto consapevole. Sapeva che Lui era il suo primo amore, ma era giusto per la ragazza timida e ingenua di una volta, non per la Veronica attuale. La persona che ormai era diventata, sicura e forte, aveva bisogno di un altro tipo di ragazzo, e Veronica aveva paura che quel “tipo” fosse proprio lui.. Uccise in fretta con la mano una lacrima che percorreva il suo viso, poi imitò in malo modo un colpo di tosse per sciogliere l’abbraccio. Aveva ancora voglia di piangere e di sfogarsi, non sapeva se era dovuto al fatto che Duncan sarebbe partito oppure che proprio ora, in quel momento, aveva capito finalmente i suoi sentimenti, ed era riuscita a scavare nel suo cuore e trovare una risposta. Non era del tutto contenta della sua nuova scoperta infatti la sua espressione si tramutò in paura ed insicurezza, paura di non saper gestire la situazione e di cadere di nuovo tra le sue braccia. Perché quel ragazzo aveva così potere su di lei? Perché proprio Logan echols ?
Non sapeva spiegarsi il motivo di quell’attrazione non solo fisica, che provava per lui ormai da troppo tempo. Una volta aveva promesso a se stessa che avrebbe smesso di amarlo ma evidentemente non c’era riuscita . Nel frattempo Pensava ripetutamente a che cosa dire mentre vedeva che Duncan se ne stava lì, immobile con gli occhi gonfi di tristezza a rimpiangere tutto il tempo che non avevano passato insieme. Si sentiva anche in colpa perché mentre lui era palesemente disperato, lei era nel mezzo tra la tristezza e la felicità. Pensò quindi a mille modi per dimostragli quanto lo amava ma tutti quanti furono tentativi inutili perché non c’era più niente da fare; infatti si limitò a dire “ Mi dispiace, va bene se rientriamo?” Lui rispose di si, e uno dietro l’altro entrarono piano in casa. Come se non fosse successo niente tornarono a vedere la tv insieme a logan, che probabilmente sapeva già tutto e da una parte ne era anche felice.
Terzo capitoloTitolo: Una speranzaDue settimane dopo la partenza di duncan, sembrava tutto filare liscio, ogni ora una telefonata, un saluto, un ti amo. Veronica però era ancora in contraddizione con le sue emozioni, lei ragionava con la sua testa che la teneva aggrappata a Duncan mentre il suo cuore la spingeva dalla parte opposta. Tutti i giorni dopo la scuola e il lavoro se ne stava a casa di Wallace a fare niente. Un giorno mentre stava tornando a casa aveva incontrato logan che l’aveva invita a salire nella sua camera , “ come amici “ aveva detto. Ma Da quel momento tutte le sere dopo aver salutato Wallace andava direttamente al Neptune Grande e senza rimorsi passava il tempo in sua compagnia.
“Il tuo ragazzo che fine ha fatto?” disse logan
-Allora... ti ricordi di Duncan! – sorrise veronica
-Certo, occhi blu.
-Certo.
-Sì.
- Non è che sai se è sta insieme... e con "insieme" intendo "insieme"... ehm, con qualcuno ?
-Beh, c'è questa ragazza. , ehm, bionda, minuta. Profuma di marshmallow e di Promesse.
-Promesse? È il nome del mio profumo.
Logan rise divertito, finalmente dopo molo tempo riusciva ad avere un sorriso vero in volto, soltanto quando era con veronica provava questa sensazione bellissima e rilassata. Voleva che quei giorni non finissero mai e pensava che forse c’era una piccola speranza, forse lei sarebbe tornata e lui l’avrebbe accolta a braccia aperte. Gli piaceva immaginare un futuro felice accanto a quella ragazza che avrebbe spazzato via i ricordi del passato. Era felice che lei venisse a trovarlo quasi sempre, anche se continuava a dire che era solo per amicizia lui sperava in qualcosa di più. Amava stare in silenzio sapendo di trovarla li, distesa sul divano vicino a lui. In quel momento stavano ascoltando una canzone, che non era lì per essere ascoltata ma soltanto per rendere più magica l’atmosfera che si era creata. Logan non sapeva nemmeno che canzone fosse, non gli dava importanza perché io suoi pensieri erano sempre più pesanti e non riusciva più a trattenersi quello che aveva dentro. Prese coraggio sospirando e disse:
- Apparte scherzi veronica, vedo di arrivare subito al punto, tra noi non è finita e lo sai anche tu.
-Lo so, purtroppo. – ripose, quasi scocciata.
-ma non lo capisci? Io ti amo, ma tu? Tu che mi dici dei tuoi sentimenti? Cosa provi per me?- disse accarezzandogli il viso.
- logan, io… sono confusa -
-bè, fammi uno squillo quando avrai deciso che farne della tua vita!- urlò, mentre le lacrime rigavano il suo volto.
- ti prego logan, voglio restare qui, con te mi sento al sicuro-
- non ti capisco veronica, mi dispiace. – Con un gesto automatico del braccio indicò la porta , anche se non volevo che andasse via.
- ti amo logan, ti amo ma ho paura – confessò singhiozzando
- cosa pensi che io non trovo delle difficoltà? eppure mi conosci, sai che ho paura di amare, sai che sono sempre stato deluso, e che tu sei una delle poche persone a cui ho aperto il cuore- rispose, premendo delicatamente le sue labbra su quelle di Veronica.
- Non possiamo Logan, è sbagliato. – si scanzò
-la vita è sempre sbagliata – disse prolungando il bacio ancora.
Cercò nuovamente di divincolarsi, ma non ci riuscì, l’attrazione verso quel ragazzo era sempre più forte e intensa che quasi le provocava paura e disagio. Si abbandonò cosi’ alla magia di quel bacio senza fine, dove le labbra si muovevano delicatamente. Un bacio intenso e speciale dove niente aveva più senso , dove tutto sembrava un sogno, un sogno troncato sul nascere dallo squillo di un cellulare. Veronica si alzò bruscamente , rovinando tutto, e tornando alla realtà uscì di corsa dalla porta principale per rispondere al telefono, sul display c’era scritto “Duncan “. Un brivido le attraversò il corpo, già sentiva i sensi di colpa pesargli sulle spalle e così fece per andarsene .
Intanto Logan aveva capito ciò che stava succedendo e si affrettò quindi a parlare:
- io so che c’è una speranza, cazzo ammettilo che è stato magnifico! Lo sai anche tu
Veronica, ammettilo a te stessa, cresci ed impara ad accettare la realtà!
-ciao, logan – disse troncando la discussione e sbattendo la porta, lasciandosi un amore alla spalle, stavolta quello vero e lo sapeva benissimo.
Quello che ci vuole è il pingue conforto di una storia:
sentirti placare, cullare dalla sicurezza di una bugia


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